venerdì 29 gennaio 2010

Fino a qualche minuto fa, pensavo che questa giornata dovesse scorrere così.
Senza post.
Senza ispirazione, senza niente da trasmettere.

Poi, poco fa, arriva una sorpresa...
Una mail di un'amica che non sentivo da un pò.
Un'amica che mi ha scritto quotidianamente per diverso tempo.
Che ha sempre avuto dolcissime parole di sostegno per me.
Rileggerla è stata una boccata d'ossigeno.
Perchè le tue parole, cara blogger ombra, sono carezze per la mia anima.

Spesso apro il blog e scrivo, mi sfogo, mi arrabbio, gioisco.
Scrivo tra le lacrime o con gli occhi ancora sognanti.
Scrivo quello che sento, più che quello che penso.
Mi metto a nudo, senza paura di sembrare fragile, immatura, sognatrice, idealista, passionale...

Poi leggo i vostri commenti, cari bloggers, e mi commuovo!
Sapere che riesco a trasmettervi emozioni, che vi appassionate alla mia vita, alle mie esperienze, che mi seguite con affetto, mi riempie di gioia!
Sapere che in qualche modo, strappando un sorriso, facendo riflettere, accendendo una speranza, posso essere utile a qualcuno, mi lusinga.

A voi tutti dedico un pensiero speciale.
In voi vedo compagni di avventura.
In voi vedo i supporters ai lati delle strade che incitano i ciclisti durante le tappe di montagna.

A te, cara blogger ombra, ricambio quella carezza sul cuore che ha alleviato le mie fatiche in questi mesi.
A tutti voi, grazie

giovedì 28 gennaio 2010

Dall'amico blogger Max

"Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri" disse l'anziano gabbiano "io mi sono recato in ogni luogo possibile e immaginabile, in ogni dove e in ogni quando". Lanciò uno sguardo al mare all'orizzonte " è buffo. Quei gabbiani che non hanno una meta ideale e che viaggiano solo per viaggiare non arrivano da nessuna parte e vanno piano. Quelli invece che aspirano alla perfezione, anche senza intraprendere alcun viaggio, arrivano dovunque e in un baleno..."

Da "Il gabbiano Jonathan Livingston"

mercoledì 27 gennaio 2010

Se mi vedessi ora mi diresti che sono scema.
E ti arrabbieresti.
Perchè i miei occhioni azzurri sono pieni di lacrime.
Lacrime che non riesco a fermare.
Lacrime che scendono ininterrotte da oggi pomeriggio.
Diresti che sono scema, che piango troppo facilmente e che non devo stare male per te.

Piango e non so di preciso perchè.
Piango con te, perchè sono vicina alla tua sofferenza.
Piango di delusione, perchè avrei voluto essere lì adesso.
Piango di amarezza, perchè avrei dovuto seguire il mio istinto.
Piango di dolore, perchè alcune tue parole mi feriscono.
Piango di rabbia, perchè non ci siamo capiti.
Piango di tristezza, perchè quando vuoi bene a qualcuno diventi più vulnerabile.
E io ti voglio bene!
Più di quanto tu probabilmente riesci ad immaginare.
Forse te ne accorgi ogni tanto quando siamo insieme.
Quando leggi dentro ai miei occhi l'affetto per te.

Piango perchè mi torna in mente il nostro ultimo incontro.
Riesco ancora a sentire il calore delle tue mani.
Riesco a sentire il tocco delle tue mani che stringono le mie per tutta la notte.
Riesco a vedere il tuo sguardo dolce.

E mi manchi.
Mi manca riuscire a spiegarti che ti voglio bene.
Così tanto da voler bene a chiunque e a qualunque cosa abbia a che fare con te.
Così tanto da aver voglia di avvicinarmi al tuo mondo per me sconosciuto.
Così tanto da accontentarmi di vederti poco, pur di vederti.

...E mi frullano in testa le tue parole di venerdì...

Guardami negli occhi.
Guardami negli occhi e fidati di me.
Guardami negli occhi e permettimi di volerti bene.
Guardami negli occhi e perditi nel mio affetto.
Guardami negli occhi e prova a volermi bene.

Guardami negli occhi. Poi decidi se avere paura....

lunedì 25 gennaio 2010

Questo sarebbe dovuto essere un post di gioia, di soddisfazione.
E', invece, un post di fatica, forse un pò di delusione.
Per quanto ci abbia provato, non è ancora il mio momento.
Forse devo trascorrere ancora gli ultimi scampoli di tempo nel limbo, in attesa della rinascita completa.

Questo è il momento del silenzio.

domenica 24 gennaio 2010

Ho paura.
Mi sento un bambino il primo giorno di scuola.
Una mamma al primo parto.
Uno scalatore inesperto di fronte un percorso impervio.

Mi sento spaesata.
Insicura.
Piccola piccola, di fronte a qualcosa più grande di me.

Volgo lo sguardo a Te.
Guidami.
Aiutami.
Tienimi per mano.

...nel Tuo sguardo, la mia speranza...



PREGHIERA A MARIA MADRE DEI GIOVANI

donata al Sermig da Giovanni Paolo II

Maria è dai giovani che
parte il futuro,i giovani possono
prendere il buono del
passato e renderlo
presente,nei giovani sono
seminati la santità,
l'intraprendenza, il coraggio,

Maria Madre dei Giovani
coprili con il Tuo manto,
difendili, proteggili dal
male, affidali a Tuo
Figlio Gesù, e poi mandali a dare
speranza al mondo.

Giovanni Paolo II

sabato 23 gennaio 2010

Vorrei scrivere tante cose, ma le emozioni che sento adesso si accavallano, si rincorrono e non riescono a trovare la via d'uscita.
Vorrei cercare di riordinarle, di scrivere con chiarezza, di aspettare che "sedimentino".
Ma voglio scrivere adesso, con il cuore ancora in gola, con l'emozione negli occhi, con il turbinio di quello che è stato ieri sera...
Sarà un post "sui generis"...forse un post che non dirà niente ai più...
Ma è un post scritto nell'immediatezza.
Quasi nella paura che quello che ho nel cuore e negli occhi possa sfuggirmi.
Quasi ad immortalare la gioia di condividere con te uno dei miei sogni.
Quasi a fissare nella mente e nel cuore il tuo sguardo, la carezza sulla fronte e la dolcezza di dormire nel tuo abbraccio.

Con te piango e rido.
Soffro e sono felice.
Ho paura e spero.

Non ho certezze, ma vorrei averle...

Di due cose sono sicura.
E' stato bello riprendere in mano il vecchio mazzo di carte sabato scorso.

E, soprattutto, ti voglio bene.

martedì 19 gennaio 2010

Avevo iniziato a scrivere questo post con l'idea di scaricare tutta l'insofferenza e il fastidio che mi ha creato la notizia che ancora ti interessi della mia vita.
Quasi 3 mesi che non abbiamo nessun contatto, eppure provi ancora ad intrometterti nelle mie cose, tra le mie amicizie.
Pur sapendo che non leggerai mai, avrei voluto sfogarmi, dirti tutto quello che penso.

E invece è stato un attimo.
Mi sono tornati davanti agli occhi i sorrisi, le carezze, gli abbracci e i baci dei bimbi con cui ho giocato ieri.
D'improvviso si è annullato tutto.
E la tua mi sembra solo una bassezza che non merita commenti.

"La felicità si ottiene facendo felici gli altri"
-dom Luciano-

Le tue sono solo parole al vento...

lunedì 18 gennaio 2010

Gli occhioni neri.
Un recipiente di acqua in bilico sulla testa.
E un grande sorriso.

Un sorriso, nonostante la morte che ti circonda.
Nonostante la distruzione, la povertà, lo sgomento.

I tuoi occhi e il tuo sorriso mi hanno stregato.
Ho visto una tua foto, ma non so niente di te.
Solo che trasportavi acqua.
Forse sei rimasta da sola al mondo.
Forse hai visto morire la tua famiglia, i tuoi amici.
Di sicuro sei circondata da cadaveri e da disperati.
E forse sei disperata anche tu.
Ma di fronte all'obiettivo del fotografo, sorridi.

Il sorriso dei bimbi.
Dei bimbi che crediamo deboli, ma che nelle disgrazie ci sorprendono sempre.
Che si guardano attorno straniti ma che vedono, capiscono, sono consapevoli.
I bimbi che sanno che la vita è più forte e che, per la vita, devono lottare.
Con coraggio.
Con forza.
Con il sorriso.


Oggi vorrei essere come un bimbo.
Vorrei trovare nelle macerie che sono dentro e fuori di me il coraggio di credere nella vita.
Il coraggio di lottare.
Il coraggio di sorridere, nonostante ciò che vedono i miei occhi.

sabato 16 gennaio 2010

ore 21.57

Ne ho la certezza.
La vita è imprevedibile.
A volte sembra che la vita si faccia beffe di te.
O che segua la legge del contrappasso.
Ti aspetti di essere capita e sei disprezzata.
Di essere amata e sei abbandonata.
Credi di aver capito tutto e devi ricominciare daccapo.

Come quando, sul tavolo da gioco, pensi di avere delle buone carte.
Sei ottimista, sai di poterle giocare bene e di poter raccogliere.
Invece il mazzo viene mischiato e si ritorna al punto di partenza.

Forse il segreto è proprio lì.
Nel capire che al tavolo da gioco non siamo soli.
Che possiamo fare la nostra partita, ma le carte possono cambiare.
Improvvisamente.
In meglio o in peggio.

Ho aspettato l'alba di questo giorno per tanto tempo.
Ho atteso con ansia e trepidazione.
Ho sognato.
Ho programmato nei minimi dettagli un weekend che sarebbe dovuto essere speciale.

Ma queste carte non sono più quelle con cui stavo giocando prima.
E non so ancora cosa mi riserveranno.

So solo che non rimpiango di aver provato a giocare con le vecchie.
Non rimpiango di aver provato a giocare al tavolo con te.

Perchè -nonostante tutto- il ricordo degli abbracci e delle carezze sulla fronte resterà sempre con me.

venerdì 15 gennaio 2010

Il silenzio è vita.
Ma è anche morte.
Il silenzio è la dolcezza di un bacio.
Ma è anche la tristezza di un addio.
Il silenzio è cullarti nel sonno.
Ma è anche non averti più.
Il silenzio è camminare accanto a te.
Ma è anche lasciarti andare.
Il silenzio è la felicità che non trova parole.
Ma è anche non aver altro da aggiungere.

E anche se fa male,
nel silenzio ritrovi te stesso.


[...e chissà se capirai...]

giovedì 14 gennaio 2010

"Quello che mi piace è spegnere la luce, sentire la tua voce, anche se è silenzio..."

mercoledì 13 gennaio 2010

In questo momento mi piace immaginarti sereno.
Nella serenità e nella pace in cui noi cattolici crediamo.
Non so se la notizia mi abbia fatto più male o mi abbia lasciata più sgomenta.
So che non hai sentito niente.
So che non hai accennato neanche una frenata.
So che non hai avuto il tempo neanche di accorgerti che la tua corsa stava finendo contro un albero.

Forse provo più rabbia che dolore.
Te ne sei andato.
Ma immagino il dolore della tua famiglia e, soprattutto, immagino il dolore di tua madre.
Una madre non dovrebbe sopravvivere ad un figlio.
Una madre non dovrebbe seppellire il figlio di 29 anni.
Il dolore di tua madre mi fa paura.
E mi fa paura pensare a te, che quella notte non hai trovato di meglio da fare che bere.
Mi fa paura pensare alle persone che erano con te, ai tuoi amici che non hanno neanche pensato a fermarti.
Mi fa paura pensare a te che, laureato, con un buon lavoro, una bella famiglia e circondato da tantissimi amici, avevi bisogno di fumare e di bere per andare avanti.
Mi fa paura pensare che potresti essere mio fratello, mio cugino, il mio ragazzo.
Mi fa paura pensare che posso averti vicino ed essere così ottusa, così chiusa, così presa dalle mie cose, da non riuscire a capire il tuo disagio.
E mi fa ancora più paura pensare che forse qualcuno l'aveva capito.
Che qualcuno -e più di qualcuno- ti aveva visto ubriaco quella notte e non ti ha chiesto le chiavi della macchina.
Mi fa ancora più paura pensare che viviamo in un mondo in cui sì-siamo-amici-ma-di-fatto-mi- faccio-i-fatti-miei.
Perchè nessuno ti prende a schiaffi per evitare che tu faccia una cretinata.

Ti rivedo allo stadio con me e nel cuore si accende solo una speranza.
Che non sia stato tutto vano.
Per me, per i tuoi amici.
Che chi sarà attorno alla tua bara, possa pensare che non è poi così remota la possibilità di non avere i riflessi per affrontare bene una curva.
Possa pensare al dolore terribile di una madre che sceglie dall'armadio i vestiti per l'ultimo viaggio del figlio.

Spero che serva a farci capire che non può, non deve esserci un altro "te".

martedì 12 gennaio 2010

12-12-09 / 12-01-10

...il dolcissimo ricordo di una notte folle...

sabato 9 gennaio 2010

Mi sono sempre chiesta cosa vuol dire essere veramente sereni.
Come si sta, come ci si sente.
Da persona sufficientemente ansiosa quale sono, mi è sempre venuto difficile pensare come sia svegliarsi al mattino con leggerezza.
Il 2009 è stato un disastro, ma mi ha fatto anche un gran regalo.
Un "colpo di coda" che non mi aspettavo.

Mi ha regalato una nuova consapevolezza.
Oserei dire, quasi una "nuova" maturità.

Mi sento come uno di quei giocattoli che devi costruire.
Nella scatola c'è tutto: decine, centinaia di pezzi.
Devi solo avere la pazienza di metterli insieme.
Uno dopo l'altro.
Sbagliando, correggendo, trovando la combinazione giusta a volte in modo fortuito, a volte dopo mille tentativi.
Un lavoro che sembra incredibile, ma che ti regala un risultato eccezionale.
Un oggetto che tieni tra le mani e -soprattutto- che sai di aver costruito tu.

Sono un cucciolo di donna.
Ma so che dentro di me ci sono i pezzi giusti.

lunedì 4 gennaio 2010

Guardo un pò confusa il calendario.
Mi fa strano che sia passato il Natale e che sia arrivato il nuovo anno, quasi senza che me ne accorgessi.
Non so di preciso cosa sia successo quest'anno, ma spirito natalizio zero!!
In genere il Natale mi mette allegria, l'arrivo del nuovo anno mi riempie di stimoli nuovi.
Oggi per capire che giorno è mi sono dovuta mettere d'impegno.

Ebbene sì, si ricomincia.
Semmai avevo lasciato.
Comincia un anno fondamentale.
Ma -stranamente- non ho paura.
Quasi mi scivola addosso.
Non so se perchè sono stanca.
Non so se perchè non ci credo.
Non so se perchè -semplicemente- sono consapevole di potercela fare.

So che ci sono persone che mi vogliono bene e che credono in me.
So che sono capace di regalare sorrisi.
So che posso essere utile.
Le mie mani, i miei occhi, il mio sorriso, il mio cuore.

Forse il primo regalo l'ho già ricevuto.
Il tuo saluto stamattina.
I tuoi occhi lucidi, "vado via contento perchè ho visto cose belle".
Il tuo "ti voglio bene", detto con un'intensità che non ricordo prima.

Sarà il mio anno.
Lo so.

venerdì 1 gennaio 2010

Ho trascorso il più bel Capodanno della mia vita.
Con la mia famiglia nella mia nuova "famiglia".
Quella "famiglia" senza vincoli di sangue, ma con vincoli di cuore, di passione, di anima.
La famiglia che mi ha accolto quando ero disperata, quando non riuscivo a parlare di me senza che mi venissero le lacrime agli occhi.
Mi ha accolto con dolcezza, con semplicità, con rispetto.
Senza chiedere niente in cambio, senza troppe domande, senza curiosità.
Hanno accolto me e il mio bagaglio di dolore e di vita, senza giudicare.
Mi hanno accolto con un sorriso, un abbraccio, una carezza.
Mi hanno accolto tra loro come se fossi una di loro.
E piano piano il dolore, la delusione, lo sconforto si sono trasformati in speranza.

Nei giorni scorsi pensavo a questo post. Pensavo che avrei fatto un'analisi accurata dell'ultimo anno.
Un rewind preciso e dettagliato degli ultimi 12 mesi.
Ma per quanto mi sforzi, in questo momento vedo sì le ferite del cuore, alcune ancora sanguinanti, ma vedo soprattutto le persone che si sono strette attorno a me.
E non mi sembra giusto iniziare un nuovo anno con il pensiero a quello passato, anche se è stato uno dei più duri della mia vita.

Il 2010 sarà un anno importante.
Ma oggi mi sento di chiedere solo una cosa...
La pazienza nella speranza.

Buon anno a tutte le persone che mi vogliono bene e che credono in me; a chi -anche virtualmente- mi è vicino... Irys, Seya, LR, Barbara, Marco, Max...
Buon anno a chi mi ha fatto soffrire, perchè ha contribuito a rendermi una persona migliore.
Buon anno a chi si fida di me e mi regala il suo sorriso, pur non conoscendomi.
Buon anno a chi è convinto di non avere più paura di niente, perchè la paura fa parte di noi.
E buon anno a chi non mi vuole bene: provo lo stesso tanto affetto per te.

Auguri a tutti!